Seating Clinic
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La precoce e adeguata valutazione di una corretta
postura seduta deve essere uno degli obiettivi da conseguire all'interno
di un protocollo riabilitativo per tutte quelle patologie i cui esiti danno
un uso continuativo della carrozzina.
Un intervento precoce permetterà di evitare l'insorgere di complicanze
che a breve termine (piaghe da decubito) o a lungo termine (deformità
del rachide) possono rallentare o compromettere un adeguato inserimento
o reinserimento sociale; una piaga da decubito o una frequente o continuativa
rachialgia non permettono una prolungata posizione seduta con una conseguente
impossibilità ad intrattenere adeguati rapporti sociali.
METODOLOGIA
La valutazione non dovrà rivolgersi esclusivamente
a quei soggetti affetti da una situazione patologica stabilizzata (para/tetraplegici
da trauma) ma anche in quelle situazioni che comportano una evoluzione
della stessa (sclerosi multipla, paralisi cerebrale infantile, ecc.), in
questi casi saranno da prevedere follow-up più ravvicinati nel tempo
per garantire un pronto adeguamento degli ausili al variare del quadro
patologico.
Gli ausili utilizzati, dalla carrozzina al "Sistema Postura",
dovranno avere il maggior grado di personalizzazione possibile per poterli
adeguare al massimo alle esigenze delle persone a cui verranno proposti.
Il protocollo di intervento per quella che possiamo denominare "Seating
Clinic" dovrà prevedere, al momento della presa in carico di
un paziente, da parte di un Servizio di Riabilitazione, oltre alle valutazioni
cliniche di routine, quello che possiamo definire l'"Esame Posturale".
L'Esame Posturale dovrà prevedere:
| · Anamnesi completa · Esame della sensibilità · Valutazione tono, spasticità · Valutazione cute · Valutazione della postura sull'ausilio in uso · Analisi motoria funzionale · Tele rachide da seduto in carrozzina · Obiettivi |
· Esame muscolare · Esame articolare · Deformità presenti · Valutazione da seduto su piano rigido · Analisi dell'ausilio in uso · Fotografie · Analisi respiratoria |
SCHEDA DI VALUTAZIONE
All'interno delle prove dell'"Esame posturale" alcune di queste fanno parte ormai da diversi anni di protocolli largamente utilizzati e validati, altre, invece, quali la "Valutazione della posizione seduta sull'ausilio in uso", la "Analisi dell'ausilio in uso" e "L'analisi motoria funzionale" vengono proposte quali nuovi e strutturati strumenti per poter valutare in modo adeguato l'iniziale postura seduta della persona che si andrà a valutare e potrà essere un valido aiuto nella fase di rivalutazione, una volta che si sono apportate modifiche alla precedente postura, ed inoltre potrà e dovrà essere tenuta in considerazione nella fase di follow-up.
OBIETTIVI
L'obiettivo finale dovrà comunque essere
l'integrazione tra una postura corretta ed un utilizzo funzionale degli
ausili in uso; in certe situazioni è forse preferibile non raggiungere
una "perfetta" postura seduta se questa impedirà di svolgere
quelle attività di vita quotidiana che permettono di svolgere una
adeguata vita di relazione.
Per permettere il raggiungimento di questi obiettivi un valido aiuto potrà
essere dato dall'utilizzo nella sua globalità dell'"Esame posturale"
ed in particolare l'utilizzo della "Scheda di valutazione" quale
momento di raccolta e registrazione di una serie di dati utili per una
corretta ed adeguata valutazione della postura seduta.
La scheda per la valutazione clinica della postura
seduta, nasce nell'ambito della ricerca biennale "Attivazione sperimentale
di un servizio di valutazione personalizzata di sistemi di postura per
pazienti con gravi disabilità motorie (Seating Clinic)".
Lo scopo principale della ricerca è stato di sviluppare una
metodologia di lavoro, trasferibile agli enti che si occupano di postura,
che tenga presente non solo delle caratteristiche patologiche del cliente,
ma anche degli elementi sociali, personali, funzionali che caratterizzano
l'impatto che una carrozzina ed un sistema di postura procurano nella vita
quotidiana di una persona disabile e delle persone che la accudiscono.
Il protocollo sviluppato cerca di sollecitare la raccolta di informazioni
riguardanti sia l'anamnesi dal punto di vista posturale, che gli interessi
personali, le aspettative o gli obiettivi del cliente, dei familiari più
stretti, del terapista e del medico curanti, in modo da poter compiere
la scelta più oculata possibile ed evitare dei grossolani errori
di valutazione.
La scelta della costruzione di un nuovo strumento di valutazione, la nuova
scheda, è stata pressochè obbligata, dato che nella bibliografia
internazionale non siamo riusciti a reperire uno strumento che potesse
risolvere la maggior parte dei quesiti che ci stavamo ponendo.
La scheda è stata realizzata in stretta collaborazione con gli operatori
del reparto di Lungo Degenza Riabilitativa dell'ospedale Niguarda di Milano:
a Laura Valsecchi e Bruno Conti, che hanno contribuito con un lavoro attento,
puntuale, critico, ma soprattutto costruttivo, va il nostro più
sentito ringraziamento.
La scheda è stata validata con l'aiuto dei terapisti del servizio
consulenze del SIVA, del reparto di Riabilitazione Neurologica della Fondazione
Don Carlo Gnocchi ONLUS, e del reparto di Lungo Degenza Riabilitativa dell'Ospedale
Niguarda di Milano. Attualmente è in uso in alcuni centri riabilitativi
della Regione Lombardia.
DESCRIZIONE
La scheda deve essere utilizzata all'interno di
un più ampio piano, far parte di un processo generale di selezione
di obiettivi, essere cioè inserita appieno nella cartella clinica
del cliente ed utilizzata nel pieno rispetto del piano riabilitativo generale.
Deve essere compilata da parte dei terapisti della riabilitazione che operano
nelle strutture sanitarie, e non richiede alcuna preparazione specifica.
Gli strumenti necessari per compiere misurazioni lineari ed angolari, un
centimetro ed un goniometro, sono di uso comune e dovrebbero essere di
facile reperibilità in ogni ambulatorio di riabilitazione.
Il risultato finale è una scheda che integra alcune parti testuali,
reperibili e ricavabili in ogni cartella clinica aggiornata, l'analisi
degli obiettivi, da effettuarsi in una intervista alle persone coinvolte,
ed una sezione grafica. La compilazione completa richiede un tempo valutabile
tra i 25 ed i 45 minuti, a seconda della capacità del terapista
di individuare i punti di repere del cliente, i loro angoli relativi, e
di compiere le misurazioni dei vari componenti della carrozzina.
Dato che la scheda serve per l'individuazione di un sistema di postura
adeguato e rispondente alle necessità di un cliente, servirà
una compilazione per ogni prova che viene effettuata con lo stesso cliente.
Per ovviare agli eventuali problemi di privacy, la prima pagina della scheda
contiene un campo in cui inserire un codice alfanumerico ed il nome e cognome
reali del cliente, pagina che può essere staccata e conservata a
cura del centro di riabilitazione. Il codice alfanumerico verrà
riportato nella seconda pagina, in modo da avere un riferimento per le
compilazioni successive.
COMPOSIZIONE
La scheda è suddivisa in sette parti:
Dati anagrafici
La sezione anagrafica viene compilata oltre che per identificare un
cliente (sesso ed età) per poter conoscere, anche se in minima parte,
il nucleo familiare. Questo per identificare i possibili assistenti che
dovranno utilizzare l'ausilio.
La seconda parte richiede la descrizione degli ausili che sono già
in possesso del cliente, che vengono utilizzati nella vita quotidiana,
che vengono utilizzati saltuariamente, e che sono stati rifiutati o dismessi.
Questa indagine serve per evitare di consegnare un ausilio nuovo che sia
funzionalmente identico ad uno già provato e trovato inutile o non
rispondente alle necessità.
Anamnesi
L'anamnesi e l'analisi clinica vengono riferite ai soli problemi posturali,
per identificare le possibili aree problematiche legate a ciascuna patologia
e limitare l'insorgenza di problemi secondari.
A questo scopo risulta molto importante elencare tutte le prove che sono
già state effettuate, in che data e con che tipo di risultato.
Prima di iniziare un qualsiasi intervento, è importante determinare
quali sono gli obiettivi che ci si pone. Ma, spesso, l'obiettivo principale,
il risultato finale, non coincide esattamente per le diverse figure ed
i diversi attori che sono coinvolti nel processo di fornitura di un ausilio
per la postura. È stato creato un apposito spazio dove elencare
gli obiettivi o le aspettative personali dell'utente, dei suoi familiari,
del terapista, del medico, degli eventuali assistenti domiciliari. Solo
dopo aver chiarito quali obiettivi potranno essere presi in esame, e quali
eventualmente esclusi, si potrà iniziare lo studio di un ausilio
per la postura con la speranza che venga in seguito anche utilizzato.
Da ultimo viene richiesta la descrizione delle eventuali barriere architettoniche
presenti nel domicilio che impediscono o limitano l'uso della carrozzina.
Valutazione della posizione seduta
Per poter valutare la posizione dei segmenti corporei di un soggetto,
e descriverne le eventuali deviazioni, è necessario partire da una
posizione di riferimento condivisa, in modo da attribuire con sicurezza
ed univocità una variazione dal valore "zero". In mancanza
di una descrizione validata a livello internazionale, vengono qui di seguito
descritti i rapporti angolari dei segmenti corporei che identificano la
"posizione seduta di riferimento" da utilizzare per la compilazione
della scheda.
Posizione seduta di riferimento
Superfici di appoggio: vengono utilizzati due piani di riferimento,
uno orizzontale ed uno verticale, rigidi ed indeformabili, che verranno
di seguito chiamati rispettivamente "sedile" e "schienale".
Per la descrizione dell'orientamento di alcuni segmenti si è fatto
riferimento alla posizione anatomica di cui esiste già una formulazione
precisa e universalmente accettata.
Orientamento dei segmenti corporei in riferimento alle superfici di
appoggio
| Segmento corporeo | piano di riferimento | descrizione della posizione |
| Bacino | sagittale |
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| frontale |
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| orizzontale |
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| Tronco | posizione anatomica | |
| Capo | posizione anatomica | |
| Braccio | posizione anatomica | |
| Avambraccio e mano | sagittale |
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| frontale | 1. capitello radiale e apofisi stiloidea giacciono sullo stesso piano | |
| orizzontale |
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| Coscia | sagittale |
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| frontale | posizione anatomica | |
| orizzontale | 1. abduzione di 6° rispetto alla linea mediana | |
| Gamba | sagittale |
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| frontale | posizione anatomica | |
| orizzontale | posizione anatomica | |
| Piede | posizione anatomica |
Basandosi su questa definizione, il terapista deve
rilevare, identificando i punti di repere del soggetto seduto sull'ausilio
che abitualmente usa, e riportando i dati sulla tabella, se il segmento
si discosta dalla posizione di riferimento, segnalare di quanti gradi è
la deviazione e se è riducibile o meno.
Questo ci permette di identificare la posizione seduta del nostro cliente,
indicando in particolare quali atteggiamenti siano dovuti a deformità
non riducibili, e pertanto non modificabili.
Il primo segmento corporeo che viene preso in considerazione è il
bacino, in quanto è il segmento prossimale di riferimento per i
segmenti distali soprastanti (tronco - capo - arti superiori) e per quelli
sottostanti (cosce - gambe - piedi).
Vengono poi analizzate le posizioni distali.
Valutazione dell'ausilio in uso
Data l'enorme modularità, e quindi variabilità, dei sistemi
di postura e delle carrozzine che li sorreggono, è indispensabile
procedere ad una attenta analisi del sistema, rilevando non solo la marca,
il modello e la misura (nominale) dell'ausilio, ma anche tutti i componenti
che vi sono stati installati e che permettono di raggiungere il risultato
finale.
Valutazione del volume motorio
Ogni postura, per poter essere giudicata efficace, deve portare a dei
risultati, evidenti o più celati, ma sempre a dei risultati che
possano essere giudicati positivi. A volte l'unico risultato positivo che
ci si può aspettare da un sistema di postura è la limitazione
di un danno secondario in un prossimo futuro, altre volte un aumento generale
e globale di mobilità.
Secondo il personale punto di vista degli autori, ogni postura deve essere
prima di tutto funzionale, in secondo luogo non dannosa, in terzo luogo
lasciar godere del massimo grado di libertà possibile. Molto spesso,
per non dire quasi sempre, il risultato finale che viene utilizzato da
un cliente è il frutto di un'insieme di conoscenze, di esigenze,
di soluzioni tecniche che cercano di limitare al massimo grado i lati negativi
che ogni postura comporta su un soggetto.
Per poter valutare (tramite un indice numerico confrontabile) il vantaggio
e lo svantaggio di una postura funzionale, è stato stilato un protocollo
di esercizi per la valutazione del volume motorio, inteso come il volume
di massima raggiungibilità di una persona seduta in carrozzina e
su un sistema di postura.
Il protocollo prevede l'esecuzione di otto semplici esercizi e la valutazione
del movimento effettuato con l'arto superiore utilizzato. L'attribuzione
di un punteggio permetterà di confrontare nel tempo le diverse soluzioni
adottate.
Gli esercizi sono stati studiati per persone che hanno delle difficoltà
agli arti superiori o al tronco.
La batteria di test è stata studiata e realizzata in modo da poter
essere utilizzata con strumentazioni povere e la valutazione competente
di un riabilitatore. Nel caso in cui si possa accedere a delle strumentazioni
più sofisticate, ad esempio il sistema Elite, si potrà ottenere
un maggior numero di dati, ad esempio: i gruppi muscolari utilizzati per
compiere il movimento, il consumo globale di energia, l'affaticamento muscolare
ed interpolare i diversi traguardi raggiunti per una valutazione precisa
del volume motorio globale.
Analisi dei risultati
Rappresenta l'elemento di controllo dell'efficacia della prescrizione
ed un secondo elemento di comparazione tra la soluzione proposta e l'ausilio
precedentemente in uso, permettendo di valutare in primo luogo la soddisfazione
delle diverse persone coinvolte nel processo di valutazione (paziente,
familiari, terapisti, medico, assistenti) in termini di obiettivi raggiunti,
o di possibilità di ulteriore sviluppo.
APPLICAZIONE DELLA SCHEDA E MODALITÀ DI INTERVENTO
La scheda deve essere compilata ogni volta che
si intende procedere alla prova di un nuovo ausilio, in modo da avere dei
dati di riferimento e confrontabili tra di loro.
Ovviamente la sezione anamnestica e di identificazione degli obiettivi
possono rimanere uguali per più schede tecniche.
A distanza di un periodo di adattamento al nuovo sistema bisogna procedere
alla seconda valutazione della posizione, delle caratteristiche dell'ausilio,
del volume motorio.